giovedì 30 marzo 2017

Nuove dottrine nucleari

In molti ci siamo chiesti il reale motivo che ha spinto l'Italia a votare contro la risoluzione Onu che chiede l'abolizione delle armi nucleari. 
Il sottosegretario Mario Giro, che notoriamente proviene dalla Comunità di Sant'Egidio ed è molto attivo sui corridoi umanitari, ha dovuto fare un comunicato imbarazzante sull'errore del rappresentante italiano alla votazione dell'onu che si sarebbe sbagliato a votare a favore la sera del  23 dicembre perchè troppo stanco.

 Il mistero si può spiegare in breve: nel nostro Paese sono depositate 70 bombe nucleari nelle basi Usa. Lo sanno tutti.


Come spiega bene su Affari internazionali del 26 marzo 2017 il professor Natalino Ronzitti, in qualità di consigliere scientifico dello Istituto Affari internazionali e già docente di diritto internazionale presso la Luiss di Confindustria, «la questione dei Paesi Nato, membri del Tnp(trattato di non proliferazione nucleare) come Stati non nucleari, nasconde un problema serio: tali Paesi (Belgio, Germania, Italia, Olanda, Turchia) hanno armi nucleari tattiche Usa nel loro territorio». 
Come è stato risolta questa contraddizione? Diciamo che è stato escogitato il sistema della doppia chiave, quello cioè «secondo cui l’arma nucleare può essere usata solo dagli Stati Uniti, ma con il consenso dello Stato territoriale».


«La partecipazione ad un trattato per l’abolizione completa delle armi nucleari – secondo Ronzitti - renderebbe lo stazionamento delle armi nucleari tattiche completamente illegittimo» sul territorio italiano.  Una prima incrinatura del sistema è arrivata dalla scelta dell’Olanda che si é astenuta e quindi non ha votato contro la risoluzione Onu di bando totale alle armi nucleari.




La novità tattica nel campo delle armi nucleari lo spiega,invece, il generale Carlo Jean sul dizionario on line della Treccani. 

Siamo oltre l’equilibrio del terrore della Guerra fredda quando per l’Occidente «l’intera strategia era fondata su una scommessa, non su un calcolo razionale di benefici, costi e rischi. Era una scommessa non solo sull’irrazionalità propria – di essere cioè pronti a distruggere quanto si voleva difendere – ma anche sulla razionalità del Cremlino, che cioè la ritenesse credibile e non un semplice bluff».


Secondo Jean, anch’egli già docente presso la Luiss, siamo ormai nella “seconda era nucleare” perché «la miniaturizzazione delle testate, la maggiore precisione dei vettori e la pratica eliminazione del fallout (ricaduta radioattiva del materiale esploso, ndr), ha indotto a elaborare dottrine nucleari d’impiego effettivo, e non solo potenziale o dissuasivo». 



Nessun commento:

Posta un commento