giovedì 31 gennaio 2019

Nuova strategia della tensione e il conte zio



C'è da chiedersi seriamente fino a quando riuscirà a poter resistere la netta posizione assunta dall' Avvenire di Marco Tarquinio nel duro confronto della politica sui migranti del governo Conte a trazione Salvini. 
Rivedendo il passato, ad un certo punto il realismo descritto da Manzoni, tra il conte zio e il padre provinciale, abbandona il giusto alla mercè del violento.  


Giuseppe Donati, direttore de Il Popolo, ad un certo punto andò in esilio e la sua Chiesa stipulò la conciliazione con "l'uomo che la provvidenza ci ha fatto incontrare", evento celebrato demolendo gran parte dell'antico borgo Pio. 
I tempi sono cambiati, lo spero. 
«La “strategia della tensione” voluta dal ministro Salvini e che il governo Conte appare determinato a far sua politicamente sin davanti al Tribunale dei ministri assume sempre più i connotati di una “guerra” contro i migranti più poveri, adulti o bambini che siano. Solo loro arrivano via mare. E solo loro sono colpiti dalla strategia dei porti chiusi e delle vite in ostaggio». Marco Tarquinio 31 gennaio 2019 


   


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